Attigliano (RM) Parco di Studio e Riflessione 

Workshop: Suoni, musica e spazi sacri.

L’utilizzo delle vibrazioni sonore, delle melodie e delle armonie per l’entrata in spazi interni differenti dal quotidiano.
Tenuto da Gen Cucciniello nell’ambito del Primo Forum su Coscienza Ispirata ed Espressione artistica organizzato dal Centro di Studi Umanista Salvatore Puledda negli spazi dei Parchi di Studio e Riflessione Attigliano (TR)

Di seguito ci sono alcune parti del seminario oppure scarica il seminario completo qui.

Il duduk, suono dell’anima del mondo (strumento armeno)

Duduk1DUDUK2Il duduk è un tradizionale strumento musicale armeno. Con il termine duduk si può indicare uno strumento musicale tradizionale armeno, noto anche come dziranapogh (letteralmente:”flauto albicocca“).  Appartiene alla famiglia dei legni.I musicologi armeni riportano prove
dell’uso del duduk già nel 1200 a.C e si trova spesso raffigurato in antichi manoscritti.« Il duduk è in realtà l’unico vero strumento armeno che è sopravvissuto lungo la storia e ciò ne fa un simbolo dell’identità nazionale armena. Nel 2005 l’Unesco ha proclamato la musica per duduk un “capolavoro del patrimonio orale e intangibile dell’umanità”. Solo ascoltandolo almeno volta, è possibile sentire e comprendere pienamente il duduk. Con ogni probabilità dopo si avrà la sensazione che il suono del duduk racconti di montagne che cantano o alberi che parlano, del pianto di antiche genti e della gioia di bambini, di scontri nelle battaglie o di danze nuziali.

Tuvani – troat singing – o canto armonico

Il canto armonico, in inglese overtone singing, è una tecnica di canto nella quale il cantante sfrutta le risonanze che si creano nel tratto vocale (che si trova tra le corde vocali e la bocca) per far risaltare gli armonici presenti nella voce. In questo modo una singola voce può produrre simultaneamente due o più suoni distinti e raggiungere delle incredibili altezze sonore.

Questo utilizzo della voce, sebbene con differenti tecniche e stili, è presente in molte culture. Infatti, benché tipico di tradizioni come quella tibetana, (I monaci Gyuto tibetani hanno una tradizione di canto armonico, che ha una connotazione religiosa e mistica. Infatti esso è legato alla concezione religiosa di una realtà vibratoria dell’universo intero. In genere i loro canti utilizzano un registro molto basso, simile allo stile tuvano), e mongolatuvana, esso è riscontrabile anche in Sudafrica tra la tribù Xosa, in Rajastan e nelle popolazioni Inuit.

La tradizione più nota è quella di Tuva, una piccola repubblica appartenente alla Federazione Russa. Tuva è parte della Russia abitata da Turchi di discendenza Mongola. Tale tradizione di canto risale molto indietro nel tempo. Secondo leggende locali i tuvani cominciarono a cantare per stabilire un contatto con le entità spirituali che pervadono tutte le cose ed acquisire la loro forza attraverso l’imitazione dei suoni naturali. Di fatto nelle credenze Tuvane il suono è la via preferenziale per gli spiriti della natura per rivelarsi e comunicare con gli altri esseri. Le credenze dei Tuvani negli Spiriti si evidenzia nelle loro pratiche musicale. Il canto di gola imita i suoni prodotti dai posti o dagli esseri dove gli spiriti dimorano. Gli esecutori stabiliscono un contatto con gli spiriti tramite il suono che riproducono e così entrano in conversazione con loro con richieste di implorazione, espressioni di gratitudine,  Per loro la migliore cosa che si può offrire agli spiriti è la calma e la riproduzione di certi suoni ottenuti in posti speciali. Spesso per trovare questi posti speciali, come particolari fiumi o montagne gli esecutori coprono grandi distanze.